Hektor 7,3cm f/1,9
PP.Ghisetti
Si tratta dell'unico obiettivo di questa lunghezza focale della Leitz.
Disegnato da Max Berek, prendendo il nome del suo cane, l'Hektor 7,3cm
rappresenta la risposta
Leitz ai medi tele luminosi della Zeiss: composto da 6 lenti in 3
gruppi, con i tre elementi icollati,
sacrifica tutti i parametri ottici in favore di un'accentuata
luminosità.
Oltre al ritratto era consigliato per foto a teatro, al circo e in
situazioni di bassa luminosità.
Messo in vendita nel dicembre del 1931, pesava 460g, (alcuni esemplari anche 480g). messa a fuoco
minima a 1,5metri, passo
filtri A42.
La scala dei diaframmi seguiva la numerazione europea,con la chiusura
minima a f/25.
Il paraluce dedicato rovesciabile portava il codice FGHOO.
La confezione poteva essere il classico barilotto rosso in cartone
oppure quello in alluminio
per i paesi tropicali.

Molto vasta la scelta dei mirini, come quelli multipli VIDOM e VIOOH,
(
vedi schede), che riportavano
l'apposita focale, oppure quelli ripiegabili come il RASUK e il RASAL
(
vedi schede).
Era inoltre disponibile il raro mirino SAIOO, con correttore di
parallasse e ripiegabile , per una maggior compatezza in caso di
stivaggio del corredo in borsa.
La produzione, prolungata sino al 1942, è stata di 7225 esemplari.
Da segnalare che fino alla comparsa del Summarex 8,5cm/1,5 nel 1943,
l'Hektor è rimasto l'obiettivo
più luminoso del sistema Leica.
La primissima versione, cod HEKON, pensata per essere montata sulla
Leica I, priva di telemetro,
non possedeva appunto la camma di accoppiamento: la messa a fuoco
era rotante, la finitura nera
con anello di messa a fuoco nickelato. Nel 1932, con la comparsa della
Leica II l'HEKON fu dotato di
camma telemetrica, e molti esemplari della primissima serie furono
modificati in tal senso: questo
rende la primissima versione estremamente rara.
Nel 1937 il barilotto fu verniciato integralmente di nero e fu aggiunto
un riferimento per la fotografia
all'infrarosso.
Durante la guerra alcuni esemplari, marcati con la sigla MF, furono
dati in uso alla Marina.
Nel 1933 la società Agfa produttrice di pellicole, aveva realizzato un
proprio sistema a filtri tricolori (FARBA)
per immagini a colori: questi filtri dovevano essere posizionati
perfettamente sulla testa dell'ottica. Dato che
l'Hektor 7,3cm per la sua luminosità si prestava molto bene a questo
sistema,la Leitz decise di rivedere
la messa a fuoco dell'ottica, portandola da ruotante a rettilinea.
Questa nuova versione, denominata HEGRA, si riconosce per la ghiera di
messa a fuoco interamente cromata:
con lo speciale filtro la luminosità arrivava a f/2,9.
La versione HEGRA rimase in produzione sino al 1938, quando l'apparire
delle nuove pellicole a colori Agfachome
e Kodakchrome rese obsoleto il sistema a filtri tricolore.
Per i filtri si poteva scegliere tra una serie a pressione svasati diametro 44/42
(abbastanza rari), e una serie con passo
a vite con diametro 39mm.
Nell'immagine sono illustrati:
- FIPPA, Giallo nr2, ad incastro
- FIOMU, Infrarosso, ad incastro
- FISAP. Pancromatico, a vite
- FRGOO. Arancio, a vite
Come sempre con le ottiche anteguerra il giudizio deve essere
storicizzato: l'Hektor 7,3cm presenta
una buona dose di morbidezza e basso contrasto ai primi due diaframmi
di lavoro, a causa dell'aberrazione
sferica, con uno sfuocato progressivo e leggibile, tipico delle ottiche
Leitz del periodo.
A f/3,2 si ottiene già una buona nitidezza, molto buona a f/9, ma
sempre con un basso contrasto.
Naturalmente con le pellicole o i sensori attuali la sensazione di
nitidezza e sopratutto di contrasto risulta
superiore. Si tratta di un obiettivo che, più per un uso generale, ove
il basso contrasto risulta penalizzante,
risulta ancora interessante per il ritratto, specie per i passaggi tra
la zona a fuoco e lo sfuocato.
L'Hektor, per la sua particolare lunghezza focale, la sua luminosità,
le varianti e la varietà degli accessori,
rimane una delle più affascinanti ottiche
Leitz del sistema anteguerra.


Hektor 7,3cm con il contenitore in alluminio per i paesi tropicali

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