Leica 15mm
Per apparecchi reflex

Pp.Ghisetti


La focale da 15mm copre un angolo di campo pari a 110°su un apparecchio per il formato 24x36mm: la sua introduzione sul mercato risale al 1972, quando la Carl Zeiss di Oberkochen presentò alla Photokina alcuni prototipi di questo obiettivo, progettato da E.Glatzel, denominato Distagon 15/3,5, per il proprio sistema reflex Contarex. Tuttavia la contemporanea chiusura della Zeiss Ikon, che costruiva i corpi macchina, costrinse la Carl Zeiss ad offrire la nuova ottica alla Rollei, per innestarla sul sistema Rolleiflex 35. Successivamente nel 1974, con l'apparire del sistema Contax RTS, il Distagon 15/3,5 trovò degna collocazione nel nuovo sistema fotografico, che divenne rapidamente uno dei maggiori successi dell'epoca.
 Già precedentemente la Leitz si era avvalsa di un'ottica da 15mm della Carl Zeiss, e precisamente dell'Hologon 15/8, anch'esso derivato dal sistema Contarex, per macchine a telemetro, vedi qui. Apparve pertanto naturale continuare questa collaborazione, proprio con un'azienda ottica specializzata nella progettazione e costruzione di ottiche grandangolari come appunto la Carl Zeiss.
Nel 1980 viene presentato il Super Elmar 15/3,5 con inensto Leica R, cod 11213, di diretta derivazione dal Distagon 15mm.



Il nuovo Super Elmar inaugura la ghiera di messa a fuoco gommata negli obiettivi Leica R, un sistema di lenti flottanti e una minima distanza di messa a fuoco di soli 16cm, straordinaria, con un diaframma minimo di f/22. Composto da 13 lenti in 12 gruppi, incorpora anche un sistema di filtri interno, con torretta girevole, e precisamente, UV-giallo-arancio-blu, realizzati in vetro K5. Il peso si attesta a 815g, e nella parte anteriore si trova un paraluce fisso a tulipano, protetto da un tappo speciale di grande diametro, nr 14294.
L'ottica è utilizzabile dalla Leicaflex SL2 in avanti ed è rimasto ufficialmente in catalogo sino al 2000,
La produzione inizia col nr 3004101 nel 1979 e comprende 3000 pezzi, qusi interamente prodotti all'inizio, più 30 esemplari prodotti tra il 1999 e il 2000.
 Le prestazioni di quest'ottica, che ribadiamo risale agli inizi degli anni Settanta ed è la prima del settore, prevedono una certa dose di astigmatismo, introdotta per bilanciare la curvatura di campo, giustamente considerata una aberrazione grave in questo tipo di supergrandangolare. La vignettatura a TA si attesta a circa 2 stops, con buona risolvenza al centro, meno a 2/3 del fotogramma. A f/8 le prestazioni aumentano sensibilmente, con aumento della brillantezza generale e una illuminazione ai bordi eccezionale, pari al 70% di quella in asse, valore notevole per un'ottica di questo tipo, e iragiungibile con un'ottica simmetrica tipo Hologon, tra l'altro progettata sempre dallo stesso Glatzel. La distosione si attesta al 4%, valore elevato, ma contenuto in un 15mm retrofocus da 110° di angolo di campo.
Si tratta di un obiettivo che apre nuovi orizzonti all'uso dell'apparecchio reflex così corredato: fotografia di miniature e modellini, in spazi angusti, su barche, foto aeree e foto pubblicitaria in genere.
Da notare infine che il nome assegnato a quest'ottica nulla ha da vedere con lo storico schema Elmar.




Rimarchiamo alcuni elementi di quest'ottica pionieristica: elevata luminosità relativa (f/3,5 contro lo f/8 dell'Hologon), difficoltà di un progetto retrofocus, complessivo controllo delle aberrazioni in modo più che soddisfacente.
Nel 1997 questo obiettivo costava 11.300.000 Lire.



Nota: la 5a lente, piatta, partendo dal fondo è il filtro.


Super Elmarit 15mm f/2,8



Dopo circa trentanni dall'uscita del Super Elmar 15mm, la Leitz decise di aggiornare il progetto relativo a questa focale
, rivolgendosi per la sua evoluzione alla Schneider Kreuznach, già fornitrice di diversi grandangoli sia per il sistema M che R, oltre a due obiettivi speciali PC. La nuova ottica di luminosità spinta a f/2,8 non fu trovata corrispondente ai parametri imposti da Leitz, costringendo la Schneider a rivedere il prototipo, che fu messo in produzione nel 2001, con il nome di Super Elmarit 15/2,8, con codice 11326.
Lo schema ottico, molto complesso, dato l'incremento di luminosità, prevede 13 lenti in 10 gruppi, con 6 elementi di vetro ad alta rifrazione, una lente flottante (come il precedente Super Elmar) e un elemento asferico nella seconda lente. Malgrado l'aumentata luminosità di mezzo stop il peso scende a 710g, la messa a fuoco a 18cm, il diaframma chiude sino a f/22, e rimane la torretta con 4 filtri incorporati, ovvero neutro ND1x, giallo-verde YG, arancio OR e azzurro di conversione KB12, innestabili grazie ad una ghiera anteriore godronata.



Il tappo anteriore speciale è a pressione, mentre sono presenti i contatti ROM, per dialogare con le fotocamere R8 e R9. Il Super Elmarit, comparso verso l'irreversibile declino del sistema Leica R, è stato prodotto in piccoli numeri, ovvero 420 pezzi sino al 2002, a partire dalla matricola 3.914.223. E' presumibile che dato l'alto costo dell'ottica (5930 Euro nel 2002) e la scarsa richiesta si sia continuato a tenerlo in catalogo sino al 2009 per esaurimento scorte.



Grazie all'introduzione della lente asferica in questo obiettivo non è stato necessario bilanciare reciprocamente astigmatismo e curvatura di campo, come nel precedente Super Elmar, onde per cui il nuovo 15mm presenta un contrasto elevato ed un'ottima soppressione del flare, già a partire da f/2,8 (prestazione notevole per questo tipo di ottica), con il picco di prestazioni a f/8, con notevole uniformità di rendimento su tutto il campo inquadrato. Eccezionale il valore della distorsione a barilotto, posizionata ad appena il 2,1%, mentre la vignettatura è più evidente rispetto all'ottica precedente.
L'uso ideale di quest'ottica è naturalmente simile alla precedente versione, con in più un notevole valore relativo alla distorsione, che ne fa un obiettivo ideale in architettura o nella ripresa ravvicinata di modelli in scala.







 i crateri nell'Isola di Pasqua (Rapa Nui) ripresi col Super Elmar 15/3,5, sotto quello enorme di Ranu Kau